Cosa si intende per posizionare un sito web? Posizionare un sito web significa farlo entrare nelle prime posizioni dei motori di ricerca. Senza dubbio Google è il più famoso ed utilizzato, ma esistono anche motori di ricerca utilizzati con minore frequenza come Bing, Yahoo Search ed altri ancora. Spesso si fa molta confusione tra indicizzazione e posizionamento. In questo articolo andremo a vedere il significato dei due termini, le differenze e le azioni da compiere per posizionare un sito web.
Indicizzazione e posizionamento
L’indicizzazione è un processo puramente automatico dei motori di ricerca. Google, come anche gli altri motori, utilizza degli appositi software chiamati web crawler, che scandagliano tutti i siti web presenti sulla rete per trovare pagine da aggiungere al suo indice (da qui il nome del processo). Ad ogni scansione, se viene individuato un nuovo contenuto, verrà aggiunto all’indice di Google, salvo diverse richieste di chi ha sviluppato il sito (si può infatti escludere una pagina dai risultati di ricerca). L’indicizzazione da sola, però, è sostanzialmente inutile. Ogni ricerca di Google ha milioni di risultati e, solitamente, solo i primi risultati vengono consultati. Secondo uno studio aggiornato di Backlinko condotto su 4 milioni di risultati di ricerca, i primi 3 risultati ottengono circa il 54.4% dei click degli utenti che hanno effettuato quella ricerca. Per questo motivo è importante posizionare un sito web. Con posizionamento si intende una serie di azioni volte a migliorarne la posizione su Google, al fine di “scalare la classifica” e comparire nei primi posti della ricerca. La pagina dei risultati è chiamata in gergo SERP, ovvero “Search Engine Results Page” che tradotto significa appunto pagina dei risultati del motore di ricerca. Ovviamente tutto ciò non può prescindere dalla stesura di un contenuto di qualità. È infatti fondamentale che il testo composto rispecchi appieno l’intento di ricerca dell’utente. In altre parole, ogni ricerca ha un determinato intento ed il contenuto deve essere realizzato per risolvere problemi ed esigenze dell’utente, con informazioni utili, consigli, o ancora prodotti, inviti all’acquisto, ecc.

Posizionamento SERP di Google per la ricerca “scarpe da tennis”
Search Intent
L’intento di ricerca dell’utente (in inglese “search intent”) è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione quando si lavora al posizionamento del contenuto di un sito web. Per avere posizionare un sito web in maniera ottimale, è importante centrare il search intent dell’utente, ovvero fornire una risposta adeguata a quelle che sono le sue esigenze ed i suoi bisogni, che variano a seconda della sua ricerca. I tipi di search intent sono 4:
- Informational (informazionale): tramite questo tipo di ricerca l’utente sta cercando informazioni su un determinato argomento, senza particolari fini se non quello di acquisire nuove conoscenze. Può comprendere domande culturali come ad esempio “quando è morto John Lennon?” oppure scientifiche come “quanto è distante la Terra dal Sole?”.
- Navigational (navigazionale): in questa tipologia di ricerca, l’utente sta esplorando un contesto più specifico e conosce già il nome di un prodotto o di un brand. In questo caso, l’utente è già a conoscenza del sito che sta cercando ed ha intenzione di navigare attraverso le sue varie pagine. Esempi di questo tipo di ricerca sono possono essere “Facebook login” oppure “Sky programmazione serata”.
- Transactional (transazionale): in questo caso l’utente è intenzionato ad effettuare un’azione concreta come l’acquisto di un prodotto o di un servizio, l’iscrizione ad una newsletter o il download di un contenuto, non necessariamente a pagamento. È il tipo di ricerca che comprende chiavi di ricerca improntate ad informazioni volte all’acquisto o al compimento di un azione come “prezzo abbonamento Disney+” oppure “download Avast antivirus”.
- Commercial (commerciale): questo è lo scenario nel quale l’utente è alla ricerca di informazioni e dati utili ad indirizzarlo verso la risoluzione di una necessità. Contrariamente a quanto avviene nella ricerca informazionale, infatti, i dati sono raccolti per permettere all’utente di decidere su una sua azione futura. In questo genere di ricerca, l’utente cerca anche recensioni, consigli e confronti sui prodotti ai quali è interessato, ad esempio “confronto TV Samsung e LG” o anche “migliori marche di pianoforti”.
SEO e posizionamento sito web
Quindi come si fa, nella pratica, a posizionare un sito web? L’insieme delle tecniche e strategie messe in atto per migliorare la posizione di un sito web nei risultati di ricerca di Google prende il nome di SEO. Questa sigla è un acronimo di Search Engine Optimization, che in inglese significa “ottimizzazione per i motori di ricerca”. Il fine ultimo della SEO, quindi è quello di aumentare il “ranking” di un sito nei risultati di ricerca, in maniera cosiddetta “organica”, ovvero senza ricorrere alla pubblicità su Google. Google, infatti, prevede una serie di risultati in cima ad ogni SERP accanto ai quali vediamo la scritta “Annuncio”. Questo indica che le aziende in questione hanno pagato Google per avere pubblicità e venire posizionati in cima ad i risultati di ricerca. Viceversa, la SEO si propone di raggiungere gli stessi risultati in maniera naturale, sfruttando la bontà dei contenuti e le dovute ottimizzazioni tecniche richieste da Google.
Google AI Overview e il nuovo posizionamento organico
Se hai cercato qualcosa su Google ultimamente, ti sarà capitato di vedere una risposta generata dall’intelligenza artificiale direttamente in cima alla pagina, prima ancora dei risultati classici. Si chiama AI Overview ed è il modo che Google ha trovato per darti una risposta immediata senza farti cliccare su nessun sito.
Al momento, questi riassunti AI compaiono in circa 1 ricerca su 4 negli Stati Uniti, mentre in Italia sono ancora meno frequenti. Da questo aggiornamento di Google, però, nasce un problema serio per chi cerca di posizionare un sito web: le persone clickano molto meno sui risultati organici, fermandosi spesso al riassunto di AI Overview. Le stime ci raccontano di un calo medio del 34.5% di click anche per chi è in prima posizione. In pratica, Google ti “ruba” il traffico mostrando all’utente le informazioni direttamente sulla SERP.
Ma c’è anche una buona notizia: se il tuo contenuto viene citato dentro l’AI Overview, il tuo traffico può aumentare anche del 35%. È un po’ come essere citati in un articolo di giornale: se Google dice “secondo il sito X…”, la tua autorevolezza cresce notevolmente.
Come farsi citare da AI Overview?
Non c’è una formula magica, ma con qualche accorgimento si può riuscire ad entrare nelle grazie di Google.
- Non limitarti a ripetere quello che dicono tutti. Se scrivi di SEO, mostra i risultati che hai ottenuto con i tuoi clienti. Se parli di ricette, aggiungi le tue varianti. Più genericamente: cerca di presentare al pubblico il tuo parere, le tue riflessioni, i tuoi pensieri su quel dato argomento.
- Aggiungi una sul tuo sito una bio, magari un link a LinkedIn o al tuo portfolio. Questo darà maggiore credibilità a quello che scrivi, mostrando agli utenti che c’è una persona reale dietro ai tuoi contenuti, che sono pensati e non sono l’ennesima rielaborazione di qualcosa che è già presente sul web.
- Organizza bene i contenuti. AI Overview favorisce i siti che sono strutturati, hanno una gerarchia chiara di contenuti e magari anche un indice per aiutare gli utenti a navigare l’articolo (come vedi qui a destra, o in cima all’articolo se sei da mobile). Più è facile per l’AI estrarre informazioni dal tuo sito, meglio è.

Ecco come appare l’AI Overview di Google per “come posizionare sito web”: una sintesi generata dall’AI in cima alla pagina, seguita dai risultati organici. Questo articolo compare tra i primi risultati, dimostrando che con le giuste strategie SEO è possibile posizionarsi anche su keyword competitive.
Come posizionare un sito web su Google: strategie SEO
Come accennato, il mondo della SEO e quindi del posizionamento dei siti web è in continua evoluzione, per via dell’algoritmo di Google che cambia costantemente.
Keyword
Il primo punto è quello di individuare una keyword per la quale cercare di posizionare un sito web (anzi, nello specifico, una pagina). Una keyword, che in italiano significa letteralmente parola chiave, è una stringa composta da una o più parole che un utente digita nella ricerca di Google. Tutte le ricerche elencate nella sezione del search intent, vale a dire “migliori marche di pianoforti”, “prezzo abbonamento Disney+”, ecc. sono tutte esempi di keyword. Le keyword a loro volta si dividono in tre categorie:
- Keyword “secche”: sono parole chiave composte da un solo termine di ricerca e tendono ad essere molto generiche (es. “scarpe”, “tende” e via discorrendo). Hanno un elevatissimo volume di ricerca e spesso anche una grande concorrenza.
- Short-tail keyword (keyword a coda corta): sono composte solitamente da 2 o 3 parole e sono più specifiche (es. “scarpe da montagna”, “tende lunghe gialle”). La concorrenza è meno elevata ed il volume di ricerca può variare a seconda del settore.
- Long-tail keyword (keyword a coda lunga): sono parole chiave molto specifiche, dirette a ricerche di nicchia ed argomenti meno popolari (es. “scarpe da montagna per ghiaccio e neve”, “tende lunghe gialle filtranti con bastone”).
Con appositi tool, come ad esempio SEOZoom, oppure con gli strumenti di Google è possibile visualizzare la media delle ricerche di una determinata keyword e la concorrenza presente su di essa. È possibile inoltre cercare nuove parole chiave ed utilizzare questi tool per cercare idee e suggerimenti per nuove keyword da utilizzare, basandosi su un argomento e/o su una keyword di partenza. Questo processo prende il nome di Keyword Research. Partendo da una keyword, ad esempio “scarpe da tennis gialle”, possiamo ricavare idee interessanti su ricerche simili effettuate dagli utenti e valutare diverse possibilità nello scegliere ed utilizzare nuove keyword che ci vengono suggerite.

Esempio di Keyword Research effettuata su SEOZoom
SEO on-site: ottimizzare pagine e contenuti
Per posizionare un sito web nella maniera migliore possibile bisogna ottimizzare le pagine ed i loro contenuti per renderli correttamente interpretabili dai motori di ricerca. Questo avviene attraverso diverse azioni da compiere sia sul sito che fuori di esso. Le azioni di SEO on-site prevedono azioni realizzate direttamente sul sito che intendiamo posizionare. Come accennato in precedenza, non si può prescindere dallo sviluppare un contenuto che sia originale (Google si accorge se facciamo dei copia-incolla da altri siti, e ci penalizza per questo), interessante ed utile per gli utenti. Dopodiché si passa all’ottimizzazione degli aspetti tecnici del sito.
Ottimizzazione di url, title e meta description
Consiste nel rendere l’url (ovvero l’indirizzo finale della pagina, come ad esempio www.miosito.it/articolo) di una lunghezza adeguata e coerente con la keyword sulla quale si è sviluppata la pagina. Molti CMS, primo su tutti WordPress imposta automaticamente un url ai contenuti che creiamo. È importante invece modificarlo secondo le nostre esigenze. Anche il title e la meta description (ovvero le informazioni che leggiamo nella pagina di ricerca di Google) vanno modulate secondo i nostri bisogni e devono avere una stesura coerente con la keyword presa in esame. In particolar modo, il title deve esprimere correttamente ed in poche parole il contenuto della pagina, cercando di avere anche una forma “accattivante” che colpisca l’attenzione dell’utente e lo spinga a clickare sul nostro sito.
Ottimizzazione dei tag HTML
I vari tag HTML che compongono la pagina devono essere usati con criterio ed orientati verso una giusta gerarchia dei contenuti. L’H1 (ovvero il titolo principale della pagina) deve esser uno ed uno soltanto. I titoli di importanza inferiore (H2, H3, e così via) devono garantire una suddivisione del testo in paragrafi, per garantire inoltre una maggiore leggibilità del testo.
Link
Un buon contenuto per posizionarsi ha necessariamente bisogno di link al suo interno. I link possono essere di due tipologie:
-
- Link interni: sono link che rimandano a pagine dello stesso sito web che possono essere utili all’utente per approfondire determinati argomenti o per saperne di più sul brand ed i suoi servizi.
- Link esterni: questi link puntano verso siti esterni e possono essere dei collegamenti a contenuti che abbiamo preso in esame per scrivere la nostra pagina, oppure possono presentare statistiche e dati che abbiamo riportato all’interno del contenuto.
Immagini
Per garantire un buon posizionamento, è importante che ci siano anche delle immagini all’interno del contenuto che stiamo scrivendo, sia per dare all’utente maggiori informazioni (es. infografiche) sia per spezzare il testo e renderlo meno pesante. È inoltre fondamentale che le immagini abbiano il giusto peso e la giusta dimensione al fine di non aumentare i tempi di caricamento della pagina. Infine, ogni immagine deve avere specificato un tag alt (che sta per “alternative text”, ovvero testo alternativo); si tratta di un piccolo testo descrittivo dell’immagine che viene mostrato quando il browser non riesce a caricare l’immagine e risulta utile all’utente per capire l’argomento; è altresì utile per una questione di accessibilità: infatti il testo viene letto ad esempio dai dispositivi per non vedenti per descrivere all’utente il contenuto dell’immagine.
Velocità sito web e Core Web Vitals: cosa sono e come migliorarli
La velocità di caricamento di una pagina è un altro fattore che influisce sul posizionamento di un sito web. Più sarà veloce il caricamento, infatti, più il sito sarà premiato da Google. Risulta quindi necessario andare ad intervenire sul codice rendendolo il più snello possibile e caricare immagini delle giuste dimensioni per non rendere le pagine troppo pesanti e quindi lente a caricarsi.
Nel 2026, Google misura la velocità del tuo sito con tre parametri chiamati Core Web Vitals. Questo è ciò che prende in considerazione Google per verificare la rapidità di caricamento di una pagina web:
- Quanto ci mette a caricare? (LCP – Largest Contentful Paint) – Il contenuto principale della pagina dovrebbe apparire entro 2.5 secondi. Se ci mette 4-5 secondi, Google ti penalizzerà. A nessun utente piace perdere secondi preziosi.
- Quanto è reattivo? (INP – Interaction to Next Paint) – Quando un utente clicca un pulsante, la risposta deve arrivare in meno di 200 millisecondi. Se il sito è “lento a reagire”, e carica per diversi secondi prima di raggiungere la pagina linkata, l’utente si innervosisce (e Google anche).
- Gli elementi si spostano mentre navighi la pagina? (CLS – Cumulative Layout Shift) – Questa è una delle esperienze più fastidiose che un utente può riscontrare durante la navigazione. Ti faccio un esempio: stai leggendo un articolo, scorri la pagina, stai per cliccare su “leggi di più” e all’improvviso si carica un’immagine che non c’era prima. Tutto il testo salta giù di mezzo metro e tu invece di cliccare “leggi di più” clicchi sulla pubblicità. Una pagina ben fatta lascia lo spazio per immagini e banner fin dall’inizio, così niente si sposta improvvisamente (e l’utente non viene “ingannato”).
Dopo l’ultimo l’update di Google di dicembre 2025, i siti con caricamento lento (oltre 3 secondi) hanno perso il 23% di traffico in più rispetto ai competitor veloci. Per controllare la velocità e le performance del tuo sito, puoi andare su Google Search Console oppure su PageSpeed Insights.
E-E-A-T: expertise, esperienza e autorevolezza
Con i nuovi aggiornamenti, Google ha introdotto un concetto che viene riassunto dall’acronimo E-E-A-T, ovvero Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità).
Questo significa che vengono premiati maggiormente i contenuti che rispecchiano i valori appena citati. Vediamo nello specifico come Google verifica i diversi parametri:
- Esperienza diretta sull’argomento: se scrivi un articolo su come ristrutturare casa, Google premia chi può dimostrare di averlo fatto davvero (con foto, casi studio, prima/dopo);
- Competenza verificabile: certificazioni, titoli di studio, anni di esperienza nel settore, recensioni e referenze (es. su LinkedIn);
- Autorevolezza riconosciuta: citazioni da altri siti autorevoli, menzioni su stampa/media, link in entrata da fonti qualificate (come approfondiamo nella sezione SEO off-site più in basso);
- Affidabilità: informazioni accurate, fonti citate, trasparenza.
Ad esempio, se due siti differenti scrivono un articolo su “come investire in borsa”, Google darà maggiore risalto al contenuto scritto da un consulente finanziario con certificazione, bio verificabile e link da testate economiche, rispetto a un contenuto anonimo senza autore e senza fonti.
Con questi update, Google ha dato una pesante penalizzazione a molti dei contenuti generici scritti con l’intelligenza artificiale, che non rispecchiavano nessuno dei valori del’E-E-A-T. Sebbene sia del tutto legittimo (e sarebbe piuttosto inverosimile pensare il contrario, nel 2026), usare l’AI come strumento aggiuntivo per scrivere contenuti, questo deve restare relegato a quello che è il suo ruolo: un aiuto, un plus, un riscontro. Assicurati quindi di aggiungere sempre la tua esperienza personale, di portare degli esempi e di scrivere con uno stile che ti rispecchi e che si distingua dalla maggior parte dei contenuti triti e ritriti.
SEO off-site: link building e autorevolezza
Con SEO off-site si intende invece una serie di azioni che vengono compiute su siti esterni a quello che vogliamo posizionare, ma che influiscono poi attivamente su quest’ultimo, favorendo la crescita della Domain Autorithy. La Domain Autorithy è un punteggio attributo dai motori di ricerca (ma non pubblicati esplicitamente) che indica l’autorevolezza, e quindi l’affidabilità di un sito web. Sebbene questo punteggio, ed i suoi metodi di calcolo, non siano reso pubblici da Google, chi si occupa di SEO, come il già citato SEOZoom e non solo, ha elaborato diverse scale utili a stimare la Domain Autorithy in una scala che va da 0 a 100. Questo parametro prende in considerazione diversi fattori tra cui la longevità di un sito web, il numero e la qualità dei contenuti, ed i link in entrata. Il principale strumento di SEO off-site riguarda appunto i link in entrata ed è senza dubbio quello della link building. Con link building intendiamo una serie di azioni volte ad aumentare il numero di link in ingresso verso un sito web, al fine di migliorarne la sua autorevolezza. Grazie a link di qualità provenienti da siti autorevoli, il sito che riceve questi backlink, ovvero i collegamenti in ingresso, acquisisce parte dell’autorevolezza del sito che li fornisce, contribuendo così ad aumentare la sua Domain Authority. Per ottenere risultati a lungo termine, la link building deve essere naturale. Questo significa che i link dovrebbero essere guadagnati attraverso strategie e contenuti di qualità. La link building naturale e organica è un processo difficile e richiede tempo. Per questo motivo, è importante scegliere i siti web in cui si cerca di ottenere un backlink in modo oculato, cercando di ottenere link di qualità che possano realmente apportare un valore aggiunto al proprio sito web. 
Quali sono i tempi per posizionare un sito web?
Come accennato nel paragrafo precedente, i tempi per ottenere dei buoni risultati sono medio-lunghi. Iniziamo dal dire che Google stesso, in automatico, impiega da diversi giorni fino anche a 30 per mettere in indice una nuova pagina. Questo processo può essere accelerato inviando la sitemap (mappa del sito) direttamente a Google o comunicandogli, dalla Search Console, la pubblicazione di una nuova pagina. Ad ogni modo, la SEO è un processo che richiede tempo ed un monitoraggio costante al fine di verificare i risultati e procedere con interventi di miglioramento per correggere la strategia. I tempi per iniziare a vedere un sito posizionato secondo le aspettative sono solitamente non inferiori ad un paio di mesi. Per raggiungere le primissime posizioni della SERP, non è insolito dover attendere anche oltre un anno.
Secondo uno studio aggiornato pubblicato da Ahrefs nel maggio 2025, la prima posizione su Google ha in media un’età di 5 anni. Solo l’1.74% delle pagine pubblicate di recente riesce a entrare in top 10 entro il primo anno, e questo dato è in calo rispetto agli anni precedenti (nel 2017 era il 5.7%). Questo non significa che sia impossibile creare contenuti nuovi che raggiungano le prime posizione, ma ci indicano che la concorrenza è alta e Google tende a premiare contenuti che hanno dimostrato valore nel tempo.
Per monitorare i risultati del posizionamento di un sito web si possono utilizzare diversi strumenti di analisi che ci forniscono dati interessanti sul ranking dei nostri contenuti. Google ci mette a disposizione diversi strumenti per analizzare i dati, creare report e monitorare i progressi del nostro lavoro, che sono principalmente:
- Google Analytics, che ci mostra il numero di visite che il nostro sito ha ricevuto, la provenienza degli utenti, i device utilizzati e molto altro ancora;
- Google Search Console, utile per mostrarci tramite quali keywords il nostro sito ha ricevuto più visite ed altri dati riguardanti la percentuale di click e le pagine più visitate per ogni keyword.
Esistono poi ulteriori strumenti a pagamento, sviluppati da diverse aziende, che forniscono ulteriori dati e stime improntati allo studio delle keyword ed agli strumenti SEO. 
Domande frequenti sul posizionamento dei siti web
- Quanto tempo ci vuole per posizionare un sito web? I tempi variano in base alla concorrenza della/e keyword, alla qualità del contenuto, all’autorevolezza e ad altri parametri che abbiamo citato in precedenza. In media, per vedere i primi risultati servono 2-3 mesi, ma per raggiungere posizioni top (1-3) su keyword competitive può volerci un anno o più. Le pagine che attualmente sono in cima alla SERP di Google hanno in media 5 anni di età.
- Posizionare un sito web è gratis? Il posizionamento organico (SEO) non ha costi diretti: non paghi Google per ogni click come con le pubblicità. Tuttavia, richiede investimento in tempo, competenze e strumenti.
- Come faccio a sapere se il mio sito è ben posizionato? Usa Google Search Console per vedere quali sono le parole chiave che portano più traffico al tuo sito e in che posizione sono. Puoi anche fare ricerche su Google in modalità incognito (clickando ctrl+shift+N) per le tue keyword principali e vedere dove compare il tuo sito. Questo è molto importante: cercando in maniera standard, i risultati saranno influenzati dalla tua cronologia, quindi potresti apparire più in alto di dove sei realmente. La modalità incognito ti permette di avere la performance reale dei tui contenuti.
- Cos’è Google AI Overview? È una nuova sezione che Google ha introdotto come primo risultato per alcune ricerche, con riassunti generati dall’intelligenza artificiale. Rispondono direttamente alla domanda dell’utente citando diverse fonti. Compaiono in circa il 26% delle ricerche e riducono i click ai risultati tradizionali, ma essere citati in un AI Overview aumenta la visibilità del tuo sito.
- Meglio fare SEO o investire in Google ADS? Dipende dai tuoi obiettivi .La pubblicità su Google dà risultati immediati, paghi per ogni click che ricevi ma porta risultati fintanto che le campagne sono attive. La SEO richiede più tempo (mesi o anni) ma porta traffico costante senza costi diretti. L’ideale è combinarle: ADS per risultati immediati, SEO per sostenibilità a lungo termine.
- È vero che i contenuti scritti con AI sono penalizzati? Google non penalizza l’AI in sé, ma i contenuti generici senza valore aggiunto. Se usi AI per scrivere, devi comunque aggiungere esperienza personale, dati originali, esempi reali. I Core Updates del 2025 hanno colpito duramente siti con contenuti AI superficiali e ripetitivi.
Posizionare un sito web è gratis?
Posizionare un sito web in sé non ha nessun costo. Quello che però ha un costo sono i tool utilizzati per il monitoraggio e la consulenza ed il lavoro di un professionista del settore. Il posizionamento di un sito web fa solitamente parte di una strategia di web marketing più ampia che va realizzata e seguita con i giusti strumenti e la giusta professionalità per evitare una dispersione del budget a disposizione.
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